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GIORGIO CANGINI - LE ASPETTATIVE MANTENUTE

Intervista realizzata dalla rivista “Le Strade”

 

Malaguti sta gradualmente e inesorabilmente crescendo e la gamma si arricchisce.

L’azienda Officine Malaguti è nata nel 1969. È stata fondata da Gaetano Malaguti, che, dopo vent’anni d’esperienza lavorativa in un’industria meccanica, acquisite le capacità tecnico – operative e di gestione del personale, decide di costituire una propria azienda a Sant’Agata Bolognese, in provincia di Bologna. Il timone aziendale passa poi al figlio Ivan, tutt’oggi titolare, che espande il proprio mercato aumentando rigorosamente la produzione degli articoli a marchio Malaguti, mantenendone la qualità e la solidità che hanno reso l’azienda di Sant’Agata Bolognese una protagonista sul mercato per oltre cinquant’anni. Diverse e positive novità È il maggio del 2021: leStrade incontra Giorgio Cangini per capire meglio l’ossatura del suo impegno nella sua nuova veste professionale con Malaguti. Un mese prima, infatti, cioè nell’aprile 2021, Cangini Benne comunica di aver ceduto delle quote societarie a Lifco AB. E, al contempo, Giorgio Cangini, cede le proprie quote e lascia la presidenza della stessa Cangini Benne. È trascorso poco più di un anno, da allora. Siamo tornati ad incontrare Giorgio Cangini, che ora fa parte del Consiglio di Amministrazione delle Officine Malaguti di Sant’Agata Bolognese. Oggi, infatti, non si può fare riferimento a Malaguti a prescindere da Giorgio Cangini: dopo un fruttuoso incontro avvenuto nel 2019 con Ivan Malaguti, Cangini avvia una riorganizzazione interna dell’azienda: accresce la forza commerciale e inserisce un ufficio marketing e uno di progettazione. A un anno di distanza dal nostro incontro, abbiamo voluto verificare se la vocazione imprenditoriale del Nostro ha ancora la freschezza dimostrata nel corso dei decenni, a partire da quel 1989 in cui ha fondato la Cangini Benne. Ebbene, lo smalto dell’imprenditore c’è ancora tutto, perché il riuscire a tradurre nei fatti i pensieri e non permettere che le parole restino parole, ma far si che diventino azioni, è la riprova, più d’ogni altra evidente, che si sta progredendo. Ne sono dimostrazione, nel caso specifico, le considerazioni che abbiamo raccolto dalla voce dello stesso Cangini. Quali sono le novità? La novità più rilevante è che la Malaguti sta gradualmente e inesorabilmente crescendo. Le richieste stanno aumentando, si sta allargando la quota di mercato (l’azienda ha raddoppiato il proprio fatturato ed è in fase di incremento). Di conseguenza, stiamo ampliando la gamma, stiamo arricchendo di nuovi optional e di nuove e più versatili funzioni le nostre attrezzature. La vostra crescita si sta traducendo nell’acquisizione di nuovi spazi produttivi? La Malaguti di Sant’Agata Bolognese aveva bisogno d’ingrandire la propria produzione e quindi, alla luce di questo, si è deciso di aprire una filiale a Sarsina, in provincia di Forlì-Cesena. A Sant’Agata Bolognese si prosegue con la produzione attuale, mentre a Sarsina si sviluppa la produzione esistente, oltre ad una nuova linea di prodotti. La nuova sede ha uno spazio produttivo di circa 1.500 m2. Tra area interna ed esterna l’estensione a disposizione è di circa 3.000 m2. Come mai la scelta di Sarsina? Nella zona di Sant’Agata abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare lo stabilimento giusto e da acquistare. Avevamo la necessità di uno spazio che fosse disponibile da subito. L’esigenza di crescere è stata veloce e quindi serviva decidere istantaneamente. Avevo un’immobile a Sarsina e, quindi, ci siamo orientati su quello. Stiamo ora terminando di organizzare questo spazio, per aumentare la nostra produzione, come il mercato richiede, e, tra qualche settimana, la sede potrà essere perfettamente operativa. A Sarsina, inizialmente, le persone impiegate saranno sei, ma intendiamo arrivare a circa 25 addetti. Quando avremo saturato anche questo spazio operativo vedremo cosa fare. Cosa significa allargare il mercato per Officine Malaguti? Per noi significa essere più presenti nel mercato nazionale. Ci interessa poi molto il mercato europeo: dai Paesi scandinavi al Portogallo. Ma guardiamo anche al Nord Africa. Abbiamo anche alcuni clienti in Nuova Zelanda, in Canada e nel nord degli Stati Uniti. Il nostro mercato di riferimento, tuttavia, rimane quello europeo. Avete in programma lo sviluppo di nuovi prodotti? Stiamo lavorando per migliorare quelli esistenti, ma anche per sviluppare nuovi prodotti, sì. Siamo in una fase di crescita e di evoluzione. Ci siamo sentiti lo scorso anno per un’intervista. È trascorso un anno. Riesce a formulare un bilancio dell’esperienza con Malaguti? L’anno scorso avevo appena ceduto la Cangini Benne. Ero arrivato da poco in Malaguti. Avevo dei progetti che oggi si stanno gradualmente concretizzando: abbiamo riorganizzato la produzione, abbiamo riorganizzato i progetti, perché avevano uno spazio di miglioramento interessante. Tutto questo in larga parte è stato fatto. Ci presentereno, pertanto, in fiera, al Bauma di Monaco, con una gamma rinnovata. Il bilancio è quindi positivo. Siamo cresciuti sia con i numeri, ma penso che abbiamo anche costruito le fondamenta per uno nuova storia di crescita e di successo. Per i cantieri stradali che prodotti proponete? Le nostre piastre vibranti sono particolarmente indicate per i lavori di manutenzione stradali. Stiamo poi lavorando sui battipalo, perché abbiamo notato che sono attrezzature (vedi la ristrutturazione della E45) sempre più impiegate nei lavori stradali.

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